
Visibile carnalita' e centro dell'universo mito-poetico. |
Decisamente notevole nelle sue capacita' intuitive derivanti da
una profonda preparazione classica e decodificate in una poetica
originale e in un excursus intellettuale di notevole sensibilita', lo
scultore Andrea Pili elabora personaggi umani femminili che appaiono
avvolti in eleganti e morbidi panneggi, elementi architettonici di
classica memoria, ma inseriti in suggestivi accostamenti che ricordano
la fondazione metafisico-surrealista di Giorgio DeChirico.
"Leda", "La peccatrice", le figure femminili protagoniste delle
opere"Ricordi" e "Rimembri", avvolte in un semovente panneggio,
finemente modellate, si muovono con studiata attenzione, mosse da
una sapiente e rigorosa regia in una lettura ricca di fascino e sensualita',
sollecitando con i loro rimandi, la nostra immaginazione.
L'essere umano femminile "creato" da Andrea Pili e' volutamente sospeso,
in attesa, non condizionato dall'ipocrisia intellettuale.
Con una visibile carnalita' è capace di riconquistate il centro dell'universo
mito-poetico e tornare ad essere, dopo la caduta dell'ennesima
iconoclastia (il velo che avvolge la figura femminile esprime
sereno diniego verso il mondo volubile e volgare), l'indiscusso protagonista
dell'arte figurativa.
Andrea Pili attraversa perennemente la porta temporale del presente
ed in questo attraversamento Pili infutura il passato, la memoria
ed ancor più il senso denso dell'oblio che l'ha salvata.
Una sorta di viaggio civilta'-tempo l'opera di Pili dove nulla puo' soffermarsi
abbastanza da essere temporalmente determinato ed e' forse
per questo che lo scultore sente il bisogno di attestare all'interno di
questo fluire, fondazioni costanti di intensita', concrezioni dinamiche
di qualita' di volta in volta differenti ma, di volta in volta confrontabili:
e' la mitologia dell'arte e la genealogia delle qualita' estetiche. |
di Livio Garbuglia |